Con tante pietre e in tanti giorni,
con le passioni secolari,
l’uomo ha elevato le sue torri
con le sue mani popolari.

(Luc Plamondon - Pasquale Panella, Nôtre Dame de Paris

Lucca Artigiana presenta... Mugnani Pietra di Matraia

La pietra: da sempre.
È un attaccamento ancestrale quello dell’uomo nei confronti della pietra: fin dalla notte dei tempi, ad essa sono stati associati istinti, bisogni, aspirazioni. Che si trattasse di un sasso da scagliare per difendersi da un animale o di blocchi squadrati  per costruire una torre, la pietra è sempre stata un fondamentale alleato degli esseri umani, alcuni dei quali, fin da tempi antichissimi, hanno deciso di fare di essa la propria ragione di vita. Famiglie che possedevano un giacimento, magari piccolo, ma comunque preziosissimo, lo hanno custodito gelosamente e sfruttato con sapienza, di generazione in generazione.
Silvia e Simone Mugnani discendono da una di queste famiglie: giorno dopo giorno portano avanti, con orgoglio ed impegno, la tradizione dei propri antenati, originari di Settignano (Firenze). I Mugnani vennero chiamati a lavorare la pietra di Matraia a metà del ‘500, in occasione della costruzione del campanile del paese; il lapideo che lavoravano da tempo a Settignano, infatti, era simile a quello di Matraia e loro avevano reputazione di  artigiani esperti. Osservando il campanile, notiamo che una pietra della costruzione reca la data 1547: è l’inizio dell’avventura dei Mugnani con la pietra di Matraia, un’arenaria particolare, compatta, che non lascia permeare l’acqua e non si esfolia, quindi un materiale di lunghissima durata, poiché non si deteriora. L’attività di questa famiglia è andata avanti nei secoli, crescendo gradualmente, finché, negli anni ’60 del ‘900, non è arrivata la vera “rivoluzione”, grazie a Germano e Giovanni (rispettivamente padre e zio di Silvia e Simone): i due fratelli, tramite investimenti mirati, hanno aumentato gli spazi e reso la lavorazione più meccanizzata, al passo con i tempi. 
Alcuni decenni sono passati. Adesso Silvia e Simone portano avanti l’attività con dedizione, ottenendo molti riconoscimenti sia in Italia che all’estero: sono stati addirittura tra i protagonisti dei lavori per il Museo degli Innocenti di Firenze, nella prestigiosissima sede dello Spedale degli Innocenti. Sono orgogliosi di questo successo: volere la pietra di Matraia oggi, con i moltissimi lapidei che ci sono a disposizione dei clienti, significa una scelta precisa a livello di materiale e di stile. Per il futuro, il desiderio è quello di portare sempre di più la pietra di Matraia  in terre straniere, in contesti lontani dal nostro, facendola coesistere con materiali diversi, per creare nuovi e sorprendenti connubi di stile. 
L’uomo ha viaggiato nello spazio, è diventato iper-tecnologico, eppure si dedica ancora alla pietra; qualcosa vorrà dire…
 






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Credits - Grafica: ILARIA FERRARI - Testi: LARA FIORILLO - Foto e video: PAOLO MARCHETTI - Sito: Edge - Siti Web Lucca