È il vento del nord
 che ha tessuto i vestiti che portiamo.
(Khalil Gibran)

Lucca Artigiana presenta... Nadia Caselli Tessiture

Senza perdere il filo
A quanti (e soprattutto quante) di voi, sentendo la parola “telaio”, viene subito in mente l’associazione con Penelope – accompagnata, ça va sans dire, da un nonsoché di vagamente negativo? Suvvia, ammettetelo... Conosciamo la storia: un marito lontano da troppi anni e forse morto, dei pretendenti incalzanti, la situazione che sembra precipitare da un momento all’altro, mentre Penelope, al telaio, lavora alla famosa coperta (che la notte disfa per guadagnare tempo)… Con la lettura scolastica dell’ Odissea a fare involontariamente da “complice”, il telaio è stato negli anni sempre più associato ad un’immagine di donna “casalinga”, in qualche modo non emancipata.
Oggi, nel 2020, donne come Nadia Caselli ci aiutano a capire quanto questa sorta di cliché sia da rivedere, e quanto l’oggetto telaio sia meraviglioso e importante. Per Nadia si è trattato di un vero colpo di fulmine, di quelli che cambiano la vita: inizia un corso quasi per caso, nel 1999; studia per un anno e mezzo, poi decide di fare della tessitura la propria professione. Adesso, di anni, ne sono passati più di venti, e questa signora lucchese, appassionata e paziente, continua la sua attività con lo stesso entusiasmo degli inizi; non si è fatta scoraggiare dalle difficoltà, non ha mai perso la curiosità e la voglia di sperimentare. Lavora da sola, in casa, a un grande telaio che ha fatto costruire sul modello di quelli antichi; ne ha anche uno più piccolo, sul quale tesse in pubblico alle fiere e ai mercati. Nadia esegue tutte le fasi del lavoro in autonomia: parte dal filo, crea l’ordito manualmente e lo monta sullo strumento, per poi dedicarsi alla tessitura vera e propria. Sono ore e ore di lavoro, che lei però non percepisce come tali, bensì come un piacere, un’attività rilassante. Una delle cose che ci colpiscono di più è il fatto che si tolga le scarpe per tessere: ci spiega che i pedali del telaio sono molto stretti e solo senza calzature si gestiscono bene; sembra un meraviglioso burattinaio scalzo, che manovra con i piedi un’incredibile quantità di fili e meccanismi concatenati. Dopo tutto, anche lei dà vita ad un suo “spettacolo”.
Nadia lavora davanti ad una finestra aperta che si affaccia sulla natura, in campagna; le ricorda, giorno dopo giorno, quanto il rispetto dell’ambiente sia importante. Anche per questo presta molta attenzione alla qualità dei filati, che sono quasi sempre di origine naturale. Inoltre, recentemente, ha scoperto l’eco-printing, che ha già iniziato a praticare sui tessuti da lei realizzati, e del quale, in futuro, vorrebbe estendere l’utilizzo. 
Una delle maggiori preoccupazioni di Nadia è fare in modo che la tradizione della tessitura a mano non si perda; a questo proposito è rincuorata dal fatto che sempre più giovani si interessino alle sue creazioni e al suo lavoro, desiderosi di impararne le tecniche ed i segreti. Insegnare, tramandare e, se possibile, far crescere ancora l’attività; sembra che, in futuro, Nadia Caselli e i suoi telai saranno molto impegnati.






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Credits - Grafica: ILARIA FERRARI - Testi: LARA FIORILLO - Foto e video: PAOLO MARCHETTI - Sito: Edge - Siti Web Lucca